L’aumento degli infortuni sul lavoro: il parere degli RLS

Milano, 17 Dic – Il 2018 è stato caratterizzato dal decimo anniversario del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e dalla preoccupazione per alcuni dati relativi alle denunce di infortunio (+ 0,2% nei primi dieci mesi e rispetto allo stesso periodo del 2017), agli infortuni mortali (+ 9,4%) e alle malattie professionali (+ 1,9%).

E se su questi dati, con particolare riferimento al sensibile aumento degli infortuni mortali, sono stati chiesti in questi mesi pareri a diversi rappresentanti istituzionali, nessuno aveva pensato di contattare direttamente i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, figure importanti per un’efficace gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche perché un parere che arrivi dall’interno dei luoghi di lavoro – sugli aspetti critici, sulle cause, sulle difficoltà della cultura della prevenzione – può essere oro colato per un futuro miglioramento – “affinamento”, come diceva in una intervista a PuntoSicuro il Prof. Paolo Pascucci – dello stesso Testo Unico.

A raccogliere un parere tra gli RLS è la Casa degli RLS di Milano, un gruppo formato da Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e da operatori della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I risultati sono stati presentati durante il seminario “2018 anno nefasto per le morti sul lavoro in Lombardia: le proposte degli RLS per svoltare” che si è tenuto a Milano il 25 ottobre 2018 presso il Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita.

La diffusione del questionario tra gli RLS

Nell’intervento “Breve esposizione risultati questionario: morti sul lavoro – il punto di vista degli RLS”, a cura del gruppo promotore “Casa degli RLS”, si indica che ad un data base di RLS è stata inviata la comunicazione riguardante le morti sul lavoro nel 2018 con la specifica richiesta di compilare un questionario on line per conoscere il loro parere su questo tema.

L’obiettivo era di creare un punto di vista collettivo sulle ragioni per cui continuano ad esserci gli infortuni e per confrontarsi su possibili proposte per migliorare la prevenzione.

Sono stati compilati ben 252 questionari – da parte di RLS di tutti i principali comparti produttivi, mediamente esperti ed attivi – con risposte a vari quesiti.

Ad esempio si è chiesto di fare una classifica delle seguenti voci per ottenere un miglioramento riguardo la sicurezza:

  • formazione (anche per lavori particolari come ad esempio le fasi di manutenzione)
  • coinvolgimento dei lavoratori (nella valutazione dei rischi, nel proporre soluzioni?)
  • interventi organizzativi
  • controlli sugli appalti
  • investimenti

Queste ad esempio le risposte riguardo alla formazione:

Altri quesiti hanno poi riguardato le criticità che generano insicurezza, gli strumenti per migliorare la situazione e le comunicazioni/relazioni all’interno del luogo di lavoro.

 

Il parere degli RLS sulle cause degli infortuni

Con i risultati è stata fatta poi una “Discussione” di cui riprendiamo alcuni aspetti che sono stati rilevati e presentati negli atti del seminario.

Si indica che dalle risposte “emerge innanzitutto una richiesta di formazione efficace, che non sia un adempimento formale, ma che sappia davvero cambiare i comportamenti. Dare una formazione inefficace è come dare un DPI (dispositivo di protezione individuale) non a norma”.

Occorre, dunque, una formazione “che serva ad agire in sicurezza”.

Un esempio di formazione di questo tipo è quella che avviene attraverso il “racconto degli infortuni” che “emoziona e induce a riflettere sul valore della propria integrità psicofisica e di come ciascuno può cercare di preservarla”.

I dati mostrano poi che gli RLS “riconoscono la centralità del ruolo datoriale nella prevenzione: laddove si registrano irresponsabilità, ignoranza e insensibilità, aumentano gli infortuni”.

Dal sondaggio si evince inoltre “che esiste una fragilità del contesto e, quindi, occorrerebbe un approccio culturale ampio, nella società, affinché prevalga l’obiettivo della sicurezza e della salvaguardia della salute su ogni altro obiettivo di tipo economico o di competizione”.

E “una forte criticità è data anche dall’età, in entrambi gli estremi: vengono percepiti come lavoratori maggiormente a rischio infortuni sia i giovani (per l’inesperienza o per il precariato), che gli anziani (sempre più presenti negli ambienti di lavoro per effetto dell’innalzamento dell’età pensionistica)”.

Gli RLS riconoscono poi l’importanza del “coinvolgimento dei lavoratori nella valutazione dei rischi e nell’individuazione delle misure di prevenzione, ma al contempo denunciano la mancanza di agibilità del proprio ruolo, a partire dalle difficoltà di comunicazione tra rappresentanti e rappresentati (gli RLS nella normativa, legislativa e contrattualistica italiana, spesso non hanno diritto di assemblea)”.

Sempre secondo questo gruppo di RLS “servirebbe investire di più in sicurezza, mentre viene privilegiata la produzione e i ritmi di lavoro sono eccessivi per evitare i rischi”.

Infine, si pone maggiore attenzione “all’organizzazione formale che non all’attuazione di misure di prevenzione nella pratica reale”. E “anche la relazione con le figure della prevenzione (datore di lavoro, RSPP, medico competente) spesso è solo formale, per adempiere agli obblighi di legge, dimenticando l’obiettivo: la salute e sicurezza”.

 

Gli strumenti per migliorare la situazione

In conclusione, tra gli strumenti che gli RLS interpellati individuano per dare una svolta, “ci sono quello di avere più tempo a disposizione e quello di avere il supporto dei servizi (nonostante la carenza di risorse e di organici a disposizione di ASL/ATS, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Vigili del fuoco) e dunque un riconoscimento istituzionale”.

Si segnala infine che, in questo senso, la “Casa degli RLS” rappresenta una “risposta concreta a quest’ultima esigenza: uno spazio in cui gli RLS si incontrano ed incontrano rappresentanti degli Organi di vigilanza, con l’obiettivo di scambiarsi le buone prassi attuate da altri RLS e riempire la ‘ cassetta degli attrezzi’ di strumenti concreti per svolgere al meglio il proprio ruolo nel proprio luogo di lavoro”.

 

Fonte: Puntosicuro di Tiziano Menduto