011.191 752 70 info@dlgs81.org

D.Lgs 231/2001

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE AZIENDALE E ORGANISMO DI VIGILANZA

La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche è un istituto introdotto in Italia con D.Lgs 231/2001, in esecuzione di diverse Convenzioni internazionali.

La normativa istituisce – in caso di commissione di determinati illeciti penali,dolosi e colposi, commessi da determinati soggetti – una parallela responsabilità amministrativa della società (cui costoro appartengono) per non avere, questa, adeguatamente adottato tutte le cautele e le precauzioni volte ad impedire la commissione di determinati reati ad opera dei propri dirigenti, preposti o dipendenti (l’elenco dei soggetti “a rischio” viene dettato dall’art. 5 del d. lgs. 231/2001).

Le sanzioni interdittive adottabili contro la società (in caso di sua condanna) sono realmente in grado di “mettere in ginocchio” l’impresa poiché spaziano dal commissariamento, alla sospensione dell’attività al divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, alla revoca di finanziamenti ed agevolazioni, al divieto di pubblicizzare beni e servizi.

Le sanzioni pecuniarie consistono nella condanna al pagamento di una somma di denaro, determinata dal giudice sulla base di una quantificazione in quote. L’unico strumento giuridico offerto alla società per dimostrare la sua mancanza di colpa nel vigilare sull’operato del proprio personale è:

  1. l’adozione di un MOG (che significa modello di organizzazione e gestione) vale a dire di un documento attestante che la società ha
    preventivamente valutato i rischi di commissione dei reati all’interno dell’azienda ed ha stabilito determinati protocolli e procedure da seguire per eliminare ovvero delimitare al massimo questi rischi;
  2. l’istituzione, da parte della società, di un ODV (organismo di vigilanza) ossia un organismo che ha compito di vigilare sul corretto funzionamento ed osservanza del MOG e di curarne l’aggiornamento con poteri autonomi di iniziativa e controllo.

In caso di imputazione per illecito amministrativo, quindi, la società potrà andare esente da responsabilità solo e soltanto se potrà dimostrare, nel giudizio penale a suo carico, di avere adottato un modello (MOG) idoneo e di avere istituito un Organismo di vigilanza (ODV) che ha correttamente ed efficaciemente vigilato sull’applicazione del modello (art. 6 d.lgs. 231/01).

Superato positivamente questo vaglio da parte dell’Autorità Giudiziaria, la società verrà assolta dall’illecito amministrativo, slegando le sue sorti da quelle del proprio dirigente o dipendente (la cui eventuale condanna penale per il reato commesso, pertanto, non avrà alcuna ripercussione sulla società).

I reati che possono far scattare la responsabilità amministrativa degli enti sono molteplici e diversificati; a titolo esemplificativo si elencano:

  • la truffa ai danni dello stato;
  • reati informatici e trattamento dei dati
  • concussione;
  • delitti contro l’industria od il commercio (frode in commercio; vendita di sostanze alimentari non genuine; vendita di prodotti industriali con segni contraffatti);
  • reati di detenzione di materiale pornografico;
  • ricettazione e riciclaggio;
  • violazione del diritto d’autore;
  • reati ambientali;
  • impiego come lavoratori di cittadini stranieri irregolari sul territorio italiano;
  • omicidio colposo e lesioni personali commesse con violazione della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.

L’adozione del MOG e del”ODV è prevista per tutte le imprese che abbiano al loro interno qualche profilo di rischio inerente la commissione dei reati indicati, anche per le imprese individuali (come recentemente sancito dalla Cassazione).

Per garantire l’autonomia e l’imparzialità dei compiti di vigilanza gravanti sull’ODV, è altamente consigliabile che ne facciano parte professionisti (anche uno solo) “esterni” all’organigramma aziendale (dottrina e giurisprudenza concordano, ad esempio, sul fatto che il collegio sindacale non dovrebbe coincidere con l’ODV e che appare consigliabile che ne faccia parte un esperto in diritto penale, trattandosi di responsabilità legata alla commissione di reati).

Infine, la redazione del MOG è preferibile venga effettuata da un esperto di diritto penale proprio in quanto “allenato” a cogliere i maggiori rischi di commissione dei reati.

Entrambi i compiti suddetti potranno venire svolti da un professionista “esterno” all’azienda legato a quest’ultima da un contratto di consulenza.

La particolarità della normativa dettata dal d.lgs. 231/01 è che la Società non risponde del reato commesso da uno dei soggetti indicati, anche quando il sistema creato non sia stato idoneo, in concreto, ad evitare la commissione del reato stesso. L’elemento scriminante è dato dalla mera adozione di un valido sistema di prevenzione e da una sufficiente vigilanza da parte dell’organismo “idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi” (art. 6 lett. a), d.lgs. 231/01).

Si segnala, infine, che diverse Regioni (tra cui la Lombardia e la Campania) hanno inserito tra i requisiti per partecipare a bandi ovvero per ottenere finanziamenti pubblici, quello dell’avere-la società richiedente-provveduto alla predisposizione del MOG e dell’ODV.

Tale requisito sta per essere inserito anche nei bandi della Regione Piemonte.