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Legge

Formazione obbligatoria per i lavoratori, preposti e dirigenti. Definito gli aspetti da sviluppare e le ore di formazione. Definita anche la periodicità dell’aggiornamento obbligatorio. La DLGS81 & PARTNERS Ambiente e Sicurezza è il centro di formazione accreditato alla Efei ente paritetico Accordo Stato Regioni 

Pubblicato l’accordo 21/12/2011 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e province autonome.

L'accordo Stato/Regioni

L’accordo Stato/Regioni del 21/12/2011 disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 09/04/2008, n. 81, la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera a), dei preposti e dei dirigenti, nonché la formazione facoltativa dei soggetti di cui all’articolo 21, comma 1, del decreto legislativo n. 81/2008.

Premessa

La formazione di cui al presente accordo riguarda tutti i lavoratori ed è distinta da quella relativa a mansioni o all’uso di attrezzature particolari. Qualora il lavoratore svolga operazioni e utilizzi attrezzature per cui il decreto legislativo n. 81/2008 (testo unico sulla sicurezza) preveda percorsi formativi ulteriori, specifici e mirati, questi andranno ad integrare la formazione oggetto di questo accordo, così come l’addestramento di cui al comma 5 dell’articolo 37 del medesimo decreto. Fino all’emanazione delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 13 (riportato in fondo alla nota) l’accordo non si applica ai lavoratori stagionali (di aziende agricole). In caso di mancata emanazione del provvedimento citato entro 18 mesi dalla data di questo accordo (11/01/2012), l’articolazione dei percorsi formativi individuati e di seguito riportata, si applica anche con riferimento alla categoria di questi lavoratori stagionali.

Definizione di "lavoratore"

Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazione o ai laboratori in questione”

Definizione di “dirigente” 
stabilita all’articolo 2, comma 1, lettera d) del decreto legislativo n. 81/2008
“Dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa” Definizione di “preposto” stabilita all’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo n. 81/2008
“Preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”

Cosa prevede la normativa in relazione all’obbligo di formazione per i lavoratori
Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.
La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.

Cosa prevede la normativa in relazione all’obbligo di formazione per i dirigenti
I dirigenti ricevono a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro.

Cosa prevede la normativa in relazione all’obbligo di formazione per i preposti
I preposti ricevono a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro.

Cosa prevede la normativa in relazione alla formazione per i componenti dell’impresa familiare, i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo
I componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti hanno facoltà (quindi non obbligo) di partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.

Durata corsi

Durata del corso (primo corso) per i lavoratori
I percorsi formativi fanno riferimento a tre differenti livelli di rischio:
Basso rischio 8 ore (4 per la formazione generale e 4 per la formazione specifica)
Medio rischio 12 ore (4 per la formazione generale e 8 per la formazione specifica)
Alto rischio 16 ore (4 per la formazione generale e 12 per la formazione specifica)
Si precisa che i contenuti e la durata dei corsi sono subordinati all’esito della valutazione dei rischi e sono da considerarsi minimi.
Il monte ore di formazione da frequentare è individuato in base al settore ATECO 2002 di appartenenza, associato ad uno dei tre livelli di rischio, così come riportate nelle tabelle di cui all’Allegato II (individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002/2007) dell’Accordo Stato/Regioni. Riportiamo più avanti le tabelle che individuano le macrocategoria di rischio corrispondente:
Formazione già prevista dai contratti collettivi o da procedure concordate a livello settoriale e/o aziendale
Nel caso che nei contratti collettivi di lavoro siano previste ore di formazione sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, queste si intendono come applicative dell’Accordo Stato/Regioni. Stessa cosa per le eventuali procedure concordate a livello settoriale e/o aziendale. Nella sostanza tale formazione è sostitutiva di quella prevista nell’Accordo Stato/Regioni.

Nelle Regioni, sono state definite le ore formative in questione per i contratti di lavoro (artigiani) della meccanica e del trasporto, in materia di sicurezza

Meccanica: 3 ore di formazione destinate ai lavoratori neo assunti. Per lavoratore neo assunto in azienda si intende qualsiasi tipologia di lavoro subordinato, ivi inclusi gli apprendisti. I corsi di 3 ore di formazione possono essere proposti anche agli altri lavoratori dipendenti già in forza nelle imprese.

Installatori di impianti: 3 ore di formazione destinate ai lavoratori neo assunti. Per lavoratore neo assunto in azienda si intende qualsiasi tipologia di lavoro subordinato, ivi inclusi gli apprendisti. I corsi di 3 ore di formazione possono essere proposti anche agli altri lavoratori dipendenti già in forza nelle imprese.

Autoriparatori: 3 ore di formazione destinate ai lavoratori neo assunti. Per lavoratore neo assunto in azienda si intende qualsiasi tipologia di lavoro subordinato, ivi inclusi gli apprendisti. I corsi di 3 ore di formazione possono essere proposti anche agli altri lavoratori dipendenti già in forza nelle imprese.

Orafi: 3 ore di formazione destinate ai lavoratori neo assunti. Per lavoratore neo assunto in azienda si intende qualsiasi dipendente assunto nei 6 mesi precedenti al 07/07/2011, ivi inclusi gli apprendisti. I corsi di 3 ore di formazione possono essere proposti anche agli altri lavoratori dipendenti già in forza nelle imprese.

Odontotecnici: 3 ore di formazione destinate ai lavoratori neo assunti. Per lavoratore neo assunto in azienda si intende qualsiasi dipendente assunto nei 6 mesi precedenti al 07/07/2011, ivi inclusi gli apprendisti. I corsi di 3 ore di formazione possono essere proposti anche agli altri lavoratori dipendenti già in forza nelle imprese.

Trasporto: 8 ore di formazione destinate ai lavoratori neo assunti. Per lavoratore neo assunto in azienda si intende qualsiasi dipendente assunto nei 6 mesi precedenti al 07/07/2011, ivi inclusi gli apprendisti. I corsi di 3 ore di formazione possono essere proposti anche agli altri lavoratori dipendenti già in forza nelle imprese

Ediliza: 16 ore di formazione (nuovi assunti) e 8 ore i restanti lavoratori Imprese di pulizia; 8 ore di formazione per tutti i lavoratori

Formazione dei lavoratori in caso di somministrazione di lavoro Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è istituito un apposito albo delle agenzie per il lavoro ai fini dello svolgimento delle attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione professionale. Il predetto albo è articolato in cinque sezioni

  1. agenzie di somministrazione di lavoro abilitate allo svolgimento di tutte le attività di cui all’articolo 20 e seguenti del decreto legislativo 10/09/2003, n. 276;
  2. agenzie di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato abilitate a svolgere esclusivamente una delle attività specifiche di cui all’articolo 20, comma 3, lettere da a) a h) del decreto legislativo 10/09/2003, n. 276 ;
  3. agenzie di intermediazione;
  4. agenzie di ricerca e selezione del personale;
  5. agenzie di supporto alla ricollocazione professionale.

Nel caso di somministrazione di lavoro, la formazione ai lavoratori, può essere effettuata nel rispetto delle disposizioni, ove esistenti, del contratto collettivo applicabile nel caso specifico o secondo le modalità concordate tra il somministratore e l’utilizzatore. In particolare, essi possono concordare che la formazione generale sia a carico del somministratore e quella specifica di settore a carico dell’utilizzatore. Se non si trova l’accordo, la formazione dei lavoratori va effettuata dal somministratore unicamente con riferimento alle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale i lavoratori vengono assunti, sempre che il contratto di somministrazione non ponga tale obbligo a carico dell’utilizzatore. Ogni altro obbligo formativo è a carico dell’utilizzatore.

Condizioni particolari per la formazione di lavoratori che non svolgano mansioni nei reparti produttivi (es. impiegati)
I lavoratori di aziende a prescindere dal settore di appartenenza, che non svolgano mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi, possono frequentare i corsi individuati per il rischio basso.
Va posta attenzione alla eventuale presenza saltuaria nei reparti produttivi, in quanto la stessa (se avviene), comporta invece la formazione di riferimento sulla base dell’effettivo rischio dell’azienda (basso, medio o alto).

Comparto delle costruzioni
Nell’ipotesi di primo ingresso nel settore, la formazione effettuata nell’ambito del progetto strutturale “16ore-MICS”, delineato da FORMEDIL (Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale dell’edilizia), è riconosciuta integralmente corrispondente alla “formazione generale”.
Ai fini della “formazione specifica” i contenuti di cui al percorso strutturale “16ore -MICS” potranno essere considerati esaustivi rispetto a quelli di cui all’Accordo Stato/Regioni, ove corrispondenti.

Formazione particolare aggiuntiva per il “preposto”
La formazione del preposto è composta da quella prevista per i lavoratori (formazione generale e formazione specifica) più una formazione particolare, in relazione ai compiti da lui esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
La formazione particolare è composta da un modulo con una durata minima di 8 ore.

Durata del corso (primo corso) relativo alla formazione per il preposto
I percorsi formativi fanno riferimento a tre differenti livelli di rischio:
Basso rischio 16 ore (4 per la formazione generale + 4 per la formazione specifica + 8 per la formazione particolare)
Medio rischio 20 ore (4 per la formazione generale e 8 per la formazione specifica + 8 per la formazione particolare)
Alto rischio 24 ore (4 per la formazione generale e 12 per la formazione specifica + 8 per la formazione particolare)
Si precisa che i contenuti e la durata dei corsi sono subordinati all’esito della valutazione dei rischi e sono da considerarsi minimi.
In prima applicazione degli obblighi di cui all’Accordo Stato/Regioni i datori di lavoro sono tenuti ad avviare i preposti a corsi di formazione che vengano conclusi entro il termine di 18 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo stesso (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 11/01/2012). Di conseguenza tali “primi corsi” vanno effettuati entro l’11/07/2013
Il monte ore di formazione da frequentare è individuato in base al settore ATECO 2002 di appartenenza, associato ad uno dei tre livelli di rischio, così come riportate nelle tabelle di cui all’Allegato II (individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002/2007) dell’Accordo Stato/Regioni. Riportiamo più avanti le tabelle che individuano le macrocategoria di rischio corrispondente:

Formazione obbligatoria per i dirigenti

E’ strutturata in 4 moduli che sostituiscono integralmente la formazione prevista per i lavoratori:

  • Modulo 1. Giuridico – normativo
  • Modulo 2. Gestione ed organizzazione della sicurezza
  • Modulo 3. – Individuazione valutazione dei rischi
  • Modulo 4. – Comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

Durata del corso (primo corso) relativo alla formazione per i dirigenti
La durata minima della formazione per i dirigenti è di 16 ore. La formazione dei dirigenti può essere programmata e deve essere completata entro 12 mesi, anche secondo modalità definite da accordi aziendali, adottati previa consultazione del rappresentante dei lavoratori (RLS).
In prima applicazione degli obblighi di cui all’Accordo Stato/Regioni i datori di lavoro sono tenuti ad avviare i dirigenti a corsi di formazione che vengano conclusi entro il termine di 18 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo stesso (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 11/01/2012). Di conseguenza tali “primi corsi” vanno effettuati entro l’11/07/2013

Chi non è soggetto all’obbligo della formazione “primo corso” – “formazione generale” + “formazione specifica” + “formazione particolare aggiuntiva (per il preposto)”
Non sono tenuti a frequentare il corso di formazione in questione (primo corso), i “dirigenti”, i “preposti” e i “lavoratori” che abbiano frequentato – entro e non oltre il 26/01/2013 – corsi di formazione formalmente e documentalmente approvati alla data del 26/01/2012, rispettosi delle previsioni normative e delle indicazioni previste nei contratti collettivi di lavoro, per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.

Quando deve essere fatta la formazione obbligatoria
La formazione deve avvenire in occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

Formazione per il personale di nuova assunzione
Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai rispettivi corsi di formazione, anteriormente o se non è possibile, contestualmente all’assunzione. Se contestuale all’assunzione, ove non risulti possibile completare il corso di formazione prima dell’adibizione del “dirigente”, del “preposto” o del “lavoratore” alle proprie attività, il relativo percorso formativo deve essere completato entro 60 giorni dalla assunzione.

Percorso formativo obbligatorio (contenuti) per i lavoratori, preposti
Per i “lavoratori” il corso deve essere strutturato in due moduli che fanno riferimento alle lettere a) e b) del comma 1 e al comma 3 del decreto legislativo n. 81/2008. Nella sostanza i due moduli riguardano la “formazione generale” la “formazione specifica”. In relazione alla durata della “formazione specifica”, questa ha una durata minima, in funzione dei rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda. In ogni caso si fa riferimento alle classi di rischio stabilite con l’Accordo Stato/Regione (basso, medio e alto rischio). Il modulo riferito alla “formazione generale” non deve avere una durata inferiore alle 4 ore. Il modulo riferito alla “formazione specifica” ha una durata minima che varia da 4, 8 o 12 ore, in relazione alla classe di rischio individuata mediante i codici Ateco – corrispondenza 2002-2007 – (vedere la tabella riportata di seguito). Per quanto riguarda invece i “preposti”, ai moduli relativi alla “formazione generale” e alla “formazione specifica”, si deve aggiungere anche il modulo “formazione particolare aggiuntiva”. Modulo 1 – Formazione generale Concetti di rischio Danno Prevenzione Protezione Organizzazione della prevenzione aziendale Diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali Organi di vigilanza, controllo e assistenza Modulo 2 – Formazione specifica Rischi infortuni Meccanici generali Elettrici generali Macchine Attrezzature Cadute dall’alto Rischi da esplosione Rischi chimici Nebbie – Oli – Fumi – Vapori – Polveri Etichettatura Rischi cancerogeni Rischi biologici Rischi fisici Rumore Vibrazione Radiazioni Microclima e illuminazione Videoterminali DPI organizzazione del lavoro Ambienti di lavoro Stress lavoro-correlato Movimentazione manuale carichi Movimentazione merci (apparecchi di sollevamento, mezzi trasporto) Segnaletica Emergenze Le procedure di sicurezza con riferimento al profilo di rischio specifico Procedure esodo e incendi Procedure organizzative per il primo soccorso Incidenti e infortuni mancati Altri rischi

Modulo – formazione particolare aggiuntiva per i preposti Principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità Relazioni tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione Definizione e individuazione dei fattori di rischio Incidenti e infortuni mancanti Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri Valutazione dei rischi dell’azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera Individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione Modalità di esercizio della funzione di controllo dell’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e di uso dei mezi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione. La trattazione dei rischi riportati nel modulo della “formazione specifica” va effettuata a seconda della loro effettiva presenza nel settore di appartenenza dell’azienda. Grande importanza deve essere data alla valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro, in quanto i contenuti e la durata della trattazione degli stessi (con la formazione) devono tenere in considerazione la stessa.o.

La valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi è un obbligo per il datore di lavoro. La stessa, anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paese e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.
Il documento della valutazione dei rischi, deve essere munito di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, della sottoscrizione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza /RLS, o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) e del medico competente, ove nominato. Sussiste l’obbligo del datore di lavoro di assicurare la “formazione specifica” secondo le risultanze della valutazione dei rischi.

Modalità di effettuazione della formazione di lavoratori e preposti
In relazione alla formazione dei lavoratori e dei preposti, fermo restando la durata e i contenuti stabiliti, le modalità delle attività formative possono essere disciplinate da accordi aziendali, adottati previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

Valutazione dell’apprendimento del preposto
Al termine del corso, previa frequenza di almeno il 90% delle ore di formazione, verrà effettuata una prova di verifica obbligatoria, che prevede un colloquio o test, in alternativa tra loro. Tale prova è finalizzata a verificare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico-professionali acquisite sulla base del percorso formativo.
Percorso formativo obbligatorio (contenuti) per i dirigenti
E’ strutturato in 4 moduli, aventi i contenuti minimi di seguito riportati

MODULO 1. GIURIDICO – NORMATIVO
Sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori
Gli organi di vigilanza e le procedure ispettive Soggetti del sistema di prevenzione aziendale secondo il decreto legislativo n. 81/08: compiti, obblighi, responsabilità e tutela assicurativa
Delega di funzioni
La responsabilità civile e penale e la tutela assicurativa
La “responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di responsabilità giuridica” ex decreto legislativo n. 231/2001, e sue modifiche e integrazioni
I sistemi di qualificazione delle imprese e la patente a punti in edilizia

MODULO 2. GESTIONE ED ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA Modelli di organizzazione e di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (articolo 30, decreto legislativo n. 81/08
Gestione della documentazione tecnico amministrativa
Obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o di somministrazione
Organizzazione della prevenzione incendi, primo soccorso e gestione delle emergenze
Modalità di organizzazione e di esercizio della funzione di vigilanza delle attività lavorative e in ordine all’adempimento degli obblighi previsti dal comma 3 bis dell’art. 18 del decreto legislativo n. 81/08
Ruolo del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione e protezione

MODULO 3. INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI
Criteri e strumenti per l’individuazione e la valutazione dei rischi
Il rischio da stress lavoro-correlato
Il rischio ricollegabile alle differenze di genere, età, alla provenienza da altri paesi e alla tipologia contrattuale
Il rischio interferenziale e la gestione del rischio nello svolgimento di lavori in appalto
Le misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione in base ai fattori di rischio
La considerazione degli infortuni mancati e delle risultanze delle attività di partecipazione dei lavoratori e dei preposti
I dispositivi di protezione individuali

La sorveglianza sanitaria
MODULO 4. COMUNICAZIONE, FORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI
Competenze relazionali e consapevolezza del ruolo
Importanza strategica dell’informazione, della formazione e dell’addestramento quali strumenti di conoscenza della realtà aziendale
Tecniche di comunicazione
Lavoro di gruppo e gestione dei conflitti
Consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Natura, funzioni e modalità di nomina o di elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Valutazione dell’apprendimento del dirigente
Al termine del corso, previa frequenza di almeno il 90% delle ore di formazione, verrà effettuata una prova di verifica obbligatoria, che prevede un colloquio o test, in alternativa tra loro. Tale prova è finalizzata a verificare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico-professionali acquisite sulla base del percorso formativo.

Riconoscimento della formazione pregressa
La formazione erogata a cura dei datori di lavoro prima della pubblicazione dell’Accordo
Stato/regioni viene riconosciuta come riportato di seguito:
a) formazione dei lavoratori e dei preposti
Non sono tenuti a frequentare corsi di formazione (primo corso), i lavoratori ed i preposti per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data dell’11/01/2012, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e delle indicazioni previste nei contratti collettivi di lavoro per quanto riguarda durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi;
b) formazione dei dirigenti
fermo restando l’obbligo di aggiornamento, non sono tenuti a frequentare il corso di formazione (primo corso), i dirigenti che dimostrino di aver svolto, alla data dl 11/01/2012, una formazione con contenuti conformi all’articolo 3 del decreto ministeriale 16/01/1997 e effettuata dopo il 14/08/2003 o a quelli del Modulo A per ASPP e RSPP previsto nell’accordo Stato/Regioni del 26/01/2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14/02/2006.

Periodicità dell’aggiornamento formativo per i “lavoratori”, “preposti” e “dirigenti”
L’aggiornamento formativo ha periodicità quinquennale. Tale termine decorre dalla data dell’ultimo corso di formazione avviato.
Nella sostanza l’obbligo di aggiornamento, per chi ha effettuato la formazione da più di 5 anni con riferimento alla data del 11/01/2012, dovrà essere ottemperato entro 12 mesi (11/01/2013).
Anche la formazione particolare ed aggiuntiva per i preposti, dovrà concludersi entro il 11/01/2013.

Contenuti dei corsi relativi all’aggiornamento per i “lavoratori”
Nei corsi non dovranno essere riprodotti meramente argomenti e contenuti già proposti nei corsi base, ma si dovranno trattare significative evoluzioni e innovazioni, applicazioni pratiche e/o approfondimenti che potranno riguardare: •approfondimenti giuridico-normativi •aggiornamenti tecnici sui rischi ai quali sono esposti i lavoratori •aggiornamenti su organizzazione e gestione della sicurezza in azienda •fonti di rischio e relative misure di prevenzione

Contenuti dei corsi relativi all’aggiornamento per i “preposti” e “dirigenti” Si prevede un aggiornamento in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro

Nota relativa all’aggiornamento della formazione
Nell’aggiornamento non è compresa la formazione relativa al trasferimento o cambiamenti di mansioni e all’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanza e preparati pericolosi, Non è ricompresa, inoltre, la formazione in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.
In attesa di diverse indicazioni si ritiene che la formazione, per l’insorgere degli aspetti sopra riportati, si configura nella “formazione specifica”.
Durata dei corsi (per aggiornamento) dei “lavoratori”, “preposti” e “dirigenti”
I percorsi formativi fanno riferimento a tre differenti livelli di rischio:
Basso rischio 6 ore
Medio rischio 6 ore
Alto rischio 6 ore
Dove si deve fare la formazione
La formazione può avvenire sia in aula che nel luogo di lavoro.

Piattaforme e-learning
L’accordo Stato/Regioni prevede che ai fini di un migliore adeguamento delle modalità di apprendimento e formazione all’evoluzione dell’esperienza e della tecnica e nell’ambito delle materie che non richiedano necessariamente la presenza fisica dei lavoratori e dei docenti viene consentito l’impiego di piattaforme e-Learning (vedere allegato I dell’accordo).
Al fine di garantire l’efficacia e la funzionalità del percorso formativo e considerata l’attitudine dei sistemi informatici a favorire l’apprendimento, possono essere previsti nei confronti dei lavoratori stranieri specifici programmi di formazione preliminare in modalità e-Learning.
L’utilizzo delle modalità di apprendimento e-Learning è consentito per:

  • la formazione generale per i lavoratori
  • la formazione dei dirigenti
  • la formazione dei preposti (con riferimento ai punti da 1 a 5 del punto 5 dell’accordo Stato/Regioni)
  • i corsi di aggiornamento per i lavoratori
  • i corsi di aggiornamento per i preposti
  • i corsi di aggiornamento per i dirigenti
  • progetti formativi sperimentali, eventualmente individuati dalle Regioni nei loro atti di

recepimento dell’accordo Stato/Regioni che prevedono l’utilizzo delle modalità e-Learning anche per la formazione specifica dei lavoratori e dei preposti.
Possono essere previste, anche mediante l’utilizzo di piattaforme e-Learning, verifiche annuali sul mantenimento delle competenze acquisite nel pregresso percorso formativo, nell’attesa dell’espletamento dell’aggiornamento quinquennale.

La formazione ai lavoratori può essere effettuata previa richiesta agli enti bilaterali o agli organismi paritetici
I corsi di formazione per i lavoratori vanno realizzati previa richiesta di collaborazione agli enti bilaterali e agli organismi paritetici, se esistenti sia nel territorio che nel settore in quale opera l’azienda. In mancanza, il datore di lavoro procede alla pianificazione e realizzazione delle attività di formazione.
Se la richiesta riceve riscontro da parte dell’ente bilaterale o dell’ente paritetico, delle relative indicazioni (se date) occorre tenere conto nella pianificazione e realizzazione delle attività di formazione, anche dove tale realizzazione non sia affidata agli enti bilaterali o agli organismi paritetici.
Nel caso in cui la richiesta non riceva riscontro dall’ente bilaterale o dall’organismo paritetico (es. COBIS), entro 15 giorni dal suo invio, il datore di lavoro procede autonomamente alla pianificazione delle attività formative.
La richiesta all’ente bilaterale o all’ente paritetico va fatta dal datore di lavoro e non dal centro formativo.

L’addestramento non è ricompreso nel numero di ore obbligatorie dei corsi
L’Accordo Stato/Regioni ha precisato che l’addestramento non rientra nel contesto del numero di ore di formazione relative alla “formazione generale” e alla “formazione specifica”.
Si riporta la definizione di addestramento, come stabilito all’articolo 2, comma 1, lettera cc), del decreto legislativo n. 81/2008:
Addestramento: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.

Rilascio degli attestati di frequenza e superamento della prova
Gli attestati di frequenza e superamento della prova di verifica, vengono rilasciati direttamente dagli organizzatori.
Gli attestati vengono rilasciati in base a:

  • per i lavoratori – la frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • per i preposti – la frequenza del 90% delle ore di formazione previste e il superamento della prova di verifica
  • per i dirigenti – la frequenza del 90% delle ore di formazione previste e il superamento della prova di verifica
Idoneità Attestati

Indicazione del soggetto organizzatore del corso
Normativa di riferimento
Dati anagrafici e profilo professionale del corsista
Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del settore di riferimento e relativo monte ore frequentato (l’indicazione del settore di appartenenza è indispensabile ai fini del riconoscimento dei crediti)
Periodo di svolgimento del corso
Firma del soggetto che rilascia l’attestato, il quale può essere anche il docente

Credito formativo permanente
Costituisce credito formativo permanente, oltre che la “formazione generale”, anche la “formazione specifica” di settore derivante dalla frequenza di corsi di formazione professionale presso strutture della formazione professionale o presso enti di formazione professionale accreditati dalle Regioni che abbiano contenuti e durata conformi all’Accordo Stato/Regioni.

Crediti formativi per i lavoratori
Il modulo di “formazione generale” rivolto ai lavoratori e ai preposti, costituisce credito formativo permanente.
Il decreto legislativo n. 81/08 all’articolo 37, comma 4), stabilisce che la formazione deve avvenire in occasione:

  1. della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
  2. del trasferimento o cambiamento di mansioni;
  3. della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

Con riferimento alle fattispecie riportate, si riconoscono crediti formativi nei seguenti casi: a) costituzione di un nuovo rapporto di lavoro o inizio nuova utilizzazione in caso di somministrazione e segnatamente •qualora il lavoratore vada a costituire un nuovo rapporto di lavoro o somministrazione con un’azienda dello stesso settore produttivo cui apparteneva quella d’origine o precedente, costituisce credito formativo sia la frequenza alla “formazione generale”, che alla “formazione specifica” di settore; •qualora il lavoratore vada a costituire un nuovo rapporto di lavoro o di somministrazione con un’azienda di diverso settore produttivo rispetto a quello cui apparteneva l’azienda d’origine o precedente, costituisce credito formativo la frequenza alla “formazione generale”; la “formazione specifica” relativa al nuovo settore deve essere ripetuta; •qualora il lavoratore, all’interno di una stessa azienda multi servizi, vada a svolgere mansioni riconducibili ad un settore a rischio maggiore, costituisce credito formativo sia la frequenza alla “formazione generale”, che alla “formazione specifica” già effettuata: tale “formazione specifica” dovrà essere completata con un modulo integrativo, sia nella durata che nei contenuti, attinenti ai rischi delle nuove mansioni svolte b) trasferimento o cambiamento di mansioni, introduzione di nuove attrezzature, nuove tecnologie, nuove sostanze o preparati pericolosi •è riconosciuto credito formativo relativamente alla frequenza della “formazione generale”, mentre deve essere ripetuta la parte di “formazione specifica” limitata alle modifiche o ai contenuti di nuova introduzione c) formazione precedente all’assunzione, qualora prevista nella contrattazione collettiva nazionale di settore, con riferimento alla “formazione generale” Il datore di lavoro è comunque tenuto a valutare la formazione pregressa ed eventualmente ad integrarla sulla base del proprio documento di valutazione dei rischi e in funzione della mansione che verrà ricoperta dal lavoratore assunto.

Crediti formativi per i preposti La formazione particolare e aggiuntiva per i preposti costituisce credito formativo permanente salvo nei casi in cui si sia determinata una modifica del suo rapporto di preposizione nell’ambito della stessa o di altra azienda Il datore di lavoro è comunque tenuto a valutare la formazione pregressa ed eventualmente ad integrarla sulla base del proprio documento di valutazione dei rischi e in funzione della mansione che verrà ricoperta dal preposto assunto.

Crediti formativi per i dirigenti
La formazione per i dirigenti costituisce credito formativo permanente.
Quali sono le attività a basso, medio e alto rischio
Si riportano le macroattività citate nel’accordo Stato/Regioni. Per identificare la propria attività bisogna andare a verificare le sotto attività, con riferimento alla lettera e al numero iniziale in doppia cifra.

ATTIVITA’ A RISCHIO BASSO
ATECO 2002 ATECO 2007
Commercio ingrosso e dettaglio
Attività artigianali non assimilabili alle precedenti (carrozzerie, riparazione veicoli, lavanderie, parrucchieri, panificatori, pasticceri, ecc.)
G G – commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli
45 – commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli
46 – Commercio all’ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli
47 – commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli

Alberghi, Ristoranti H I – Attività dei servizi di alloggio e ristorazione
55 – Alloggio
56 – Attività dei servizi di ristorazione

Assicurazioni J K – attività finanziarie e assicurative
64 – attività di servizi finanziari , (escluse le assicurazioni e i fondi pensione
65 – Assicurazioni, Riassicurazioni e fondi pensione, escluse le assicurazioni sociali obbligatori
66 – Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative

Immobiliari, Informatica K L – Attività immobiliari
68 – attività immobiliari

M – Attività professionali, scientifiche e tecniche
69 – attività legali e contabilità
70 – attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale
71 – attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 – ricerca scientifica e sviluppo
73 – pubblicità e ricerche di mercato
74 – altre attività professionali, scientifiche e tecniche
75 – servizi veterinari
77 – attività di noleggio e leasing operativo
78 – attività di ricerca, selezione, fornitura personale
79 – attività di servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi prenotazione e attività connesse
80 – sevizi di vigilanza e investigazione
81 – attività di servizi per edifici e paesaggio
82 – attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese

Associazioni ricreative, culturali, sportive
O J – Servizi di informazione e comunicazione
58 – attività editoriali
59 – attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore
60 – attività di programmazione e trasmissione
61 – telecomunicazioni
62 – produzione di software, consulenza informatica e attività connesse
63 – attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici
R – Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento
90 – attività creative, artistiche e di intrattenimento
91 – attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali
92 – attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco
93 – attività sportive, di intrattenimento e di divertimento
S – Altre attività di servizi
94 – attività di organizzazione associative
95 – riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa
96 – altre attività di servizi per la persona Servizi domestici P T – Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per il personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze
97 – attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico
98 – produzione di beni indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze Organizzazione extraterritoriali Q U – Organizzazioni ed organismi extraterritoriali
99 – organizzazioni ed organismi extraterritoriali

ATTIVITA’ A RISCHIO MEDIO
ATECO 2002 ATECO 2007
Agricoltura A A – Agricoltura, silvicoltura e pesca
01 – coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02 – silvicoltura ed utilizzo di aree forestali
03 – pesca e acquacoltura Pesca Trasporti, Magazzinaggi, Comunicazioni I H – Trasporto e magazzinaggio
49 – trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 – trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 – Trasporto aereo
52 – magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 – servizi postali e attività di corriere assistenza sociale NON residenziale (85.32)
N Q – Sanità e assistenza sociale
88 – assistenza sociale non residenziale

Pubblica Amministrazione L O – Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
84 – amministrazione pubblica e difesa; assicurazione
sociale obbligatoria Istruzione M P – Istruzione
85 – istruzione

ATTIVITA’ A RISCHIO ALTO
ATECO 2002 ATECO 2007
Estrazione mineraria CA B – Estrazione di minerali da cave e miniere
05 – estrazione di carbone (esclusa torba)
06 – estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
07 – estrazione di minerali metalliferi
08 – altre attività di estrazione di minerali da cave e miniere
09 – attività dei servizi di supporto all’estrazione
Altre industri estrattive CB
Costruzioni F F – Costruzioni
41 – costruzioni di edifici
42 – ingegneria civile
43 – lavori di costruzione specializzati
Industrie alimentari DA C – Attività manifatturiere
10 – industrie alimentari
11 – industria delle bevande
12 – industria del tabacco
13 – industrie tessili
14 – confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli di pelle e pelliccia
15 fabbricazione di articoli in pelle e simili
16 – industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio
17 – fabbricazione di carta e prodotti di carta
18 – stampa e riproduzione di supporti registrati
23 – fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi
24 – metallurgia
25 – fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature
26 – fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi
27 – fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche
28 – Fabbricazione di macchinari ed apparecchiatura NCA
29 – fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
30 – fabbricazione di altri mezzi di trasporto
31 – Fabbricazione di mobili
32 – altre industrie manifatturiere Tessili e abbigliamento DB Conciarie, cuoio DC Legno DD Carta, editoria, stampa DE Minerali non metalliferi DI Produzione e lavorazione metalli DJ Fabbricazione macchine, apparecchi meccanici DK Fabbricazione macchine app. elettrici, elettronici DL Autoveicoli DM Mobili DN Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas, acqua
E D – Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
35 – fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
E – Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento
36 – raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 – gestione delle reti fognarie
38 – attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali Smaltimento rifiuti D Raffinerie – Trattamento combustibili nucleari
DF C – Attività manifatturiere
19 – fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 – fabbricazione di prodotti chimici
21 – fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22 – fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche
Industria chimica, fibre DG
Gomma, plastica DH
Sanità N Q – Sanità e assistenza sociale
86 – assistenza sanitaria
87 – servizi di assistenza sociale e residenziale
Assistenza sociale residenziale (85.31) Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – Articolo 2 – Definizioni “1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per:
a) “lavoratore”: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazione o ai laboratori in questione. ….
d) “dirigente”: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa;
e) “preposto”: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa” Codice Civile – Art. 2549 – Nozione.
“Con il contratto di associazione in partecipazione l’associante attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto”.

Legge 24 giugno 1997, n. 196 – Art 18 – Tirocini formativi e di orientamento
“1. Al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, attraverso iniziative di tirocini pratici e stage a favore di soggetti che hanno già assolto l’obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, da adottarsi ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni nel rispetto dei seguenti principi e criteri generali: ……”

Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – Articolo 3 – Campo di applicazione “…..
13. In considerazione della specificità dell’attività esercitata dalle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cui alla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, e limitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno dei quali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo di lavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ad emanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi all’informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative del settore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predette organizzazioni definiscono specifiche modalità di attuazione delle previsioni del presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia di lavoratori stagionali di cui al precedente periodo.” Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – Articolo 21- Disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi “1. I componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti devono:
a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al titolo III;
b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III;
c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto.
2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di:
a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all’articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali.” Codice Civile – Art. 230-bis – Impresa familiare. “Salvo che sia configurabile un diverso rapporto, il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato. Le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi nonché quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell’impresa sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano all’impresa stessa. I familiari partecipanti all’impresa che non hanno la piena capacità di agire sono rappresentati nel voto da chi esercita la potestà su di essi.
Il lavoro della donna è considerato equivalente a quello dell’uomo.
Ai fini della disposizione di cui al primo comma si intende come familiare il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo; per impresa familiare quella cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.
Il diritto di partecipazione di cui al primo comma è intrasferibile, salvo che il trasferimento avvenga a favore di familiari indicati nel comma precedente col consenso di tutti i partecipi. Esso può essere liquidato in danaro alla cessazione, per qualsiasi causa, della prestazione del lavoro, ed altresì in caso di alienazione dell’azienda. Il pagamento può avvenire in più annualità, determinate, in difetto di accordo, dal giudice.
In caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell’azienda i partecipi di cui al primo comma hanno diritto di prelazione sull’azienda. Si applica, nei limiti in cui è compatibile, la disposizione dell’articolo 732.
Le comunioni tacite familiari nell’esercizio dell’agricoltura sono regolate dagli usi che non contrastino con le precedenti norme”.

Codice Civile – Art. 2222 – Contratto d’opera. “Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.”

Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 -Articolo 37 – Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
“1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.
2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede è definita mediante l’accordo di cui al comma 2.
4. La formazione e, ove previsto, l’addestramento specifico devono avvenire in occasione:
a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro;
b) del trasferimento o cambiamento di mansioni;
c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.
5. L’addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.
6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi.
7. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono:
a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c) valutazione dei rischi;
d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.
7-bis. La formazione di cui al comma 7 può essere effettuata anche presso gli organi paritetici di cui all’art. 51 o le scuole edili, ove esistenti, o presso le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori
8. I soggetti di cui all’articolo 21, comma 1, possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite l’accordo di cui al comma 2, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
9. I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.
11. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi:
a) principi giuridici comunitari e nazionali;
b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
d) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
e) valutazione dei rischi;
f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
g) aspetti normativi dell’attività di rappresentanza dei lavoratori;
h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi è di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.
13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.
14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i), del dlgs 10/09/2003, n. 276 e successive modificazioni, se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni. Il contenuto del libretto formativo è considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto.” Decreto legislativo 09/04/2008, n. 81 – Articolo 51 – Organismi paritetici
“1. A livello territoriale sono costituiti gli organismi paritetici di cui all’articolo 2, comma 1, lettera ee).
2. Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, gli organismi di cui al comma 1 sono prima istanza di riferimento in merito a controversie sorte sull’applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalle norme vigenti.
3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
3.bis. Gli organismi paritetici svolgono o promuovono attività di formazione, anche attraverso l’impiego dei fondi interprofessionali di cui all’articolo 118 della legge 23/12/2000, n. 388, e s.m., e dei fondi di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10/09/2003, n. 276, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l’asseverazione dell’adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all’articolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività.
3-ter. Ai fini di cui al comma 3-bis, gli organismi paritetici istituiscono specifiche commissioni paritetiche, tecnicamente competenti
4. Sono fatti salvi, ai fini del comma 1, gli organismi bilaterali o partecipativi previsti da accordi interconfederali, di categoria, nazionali, territoriali o aziendali.
5. Agli effetti dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di cui al comma 1 sono parificati ai soggetti titolari degli istituti della partecipazione di cui al medesimo articolo.
6. Gli organismi paritetici di cui al comma 1, purché dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi per le finalità di cui al comma 3.
7. Gli organismi di cui al presente articolo trasmettono al Comitato di cui all’articolo 7 una relazione annuale sull’attività svolta.
8. Gli organismi paritetici comunicano alle aziende di cui all’articolo 48, comma 2, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Analoga comunicazione effettuano nei riguardi degli organi di vigilanza territorialmente competenti.
8-bis. Gli organismi paritetici comunicano all’Inail i nominativi delle imprese che hanno aderito al sistema degli organismi paritetici e il nominativo o i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali”