Sicurezza sul lavoro

D.V.R. dgls 81/08

Adeguamento Testo unico sulla sicurezza 81/2008

“Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro, è segno di civiltà “ Dal discorso del Presidente della Repubblica Mattarella del 14/10/18, il nostro impegno nel supportare i nostri clienti in tutte le attività burocratiche e normative imposte dal D.lgs81/08.

Dal 1 Luglio 2013 chiunque possieda un’attività con soci lavoratori o dipendenti subordinati è obbligato a predisporre la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro. Sarà quindi necessario, per la predisposizione dello stesso, rivolgersi ad aziende di consulenza apposite che redigeranno il documento tramite un’analisi e una valutazione tecnica del luogo di lavoro. Sono comprese tutte le aziende che abbiano meno di 10 lavoratori (compresi titolari e soci).

Ogni azienda, per ottemperare a tutte le leggi in materia di salute e sicurezza sul lavoro dovrà:

• elaborare il DVR (Documento Valutazione dei rischi), dopo aver effettuato la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro,
• effettuare la formazione obbligatoria: addetti al primo soccorso, addetti antincendio, RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), RSPP (Responsabile Sicurezza Protezione Prevenzione) e Formazione Base Lavoratori.

Il documento di Valutazione dei Rischi è una relazione obbligatoria che dev’essere presente all’interno del luogo di lavoro e dev’essere disponibile per ogni eventuale esame da parte degli organi di controllo. Tale documento avrà lo scopo di individuare tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro andando a pianificare le misure di prevenzione e protezione necessarie per evitare danni alla salute, infortuni o malattie professionali.

In questi termini, predispone e suggerisce le misure adeguate a prevenirli e controllarli attraverso ad esempio la manutenzione periodica degli impianti, delle attrezzature e la predisposizione di un programma d’intervento allo scopo di ridurre nel tempo tali rischi e aumentare i livelli di sicurezza. Dopo aver valutato e analizzato i rischi, il DVR avrà il compito di segnalare, oltre ai dispositivi di protezione individuali (caschi, scarpe etc…) specifici per ogni mansione, anche le modalità necessarie per formare ed addestrare il lavoratore.

La presenza in azienda del DVR però non esclude possibili sanzioni da parte degli organi ispettivi competenti. La Cassazione ha infatti sentenziato che il documento della valutazione dei rischi che risulti non idoneo o non aggiornato comporta le stesse sanzioni penali e amministrative previste per la mancata predisposizione del documento stesso.

SANZIONI E LEGGI
La mancata valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) comporta una sanzione molto alta:

da tre a sei mesi di reclusione
ammenda da 2,500 a 6,400 euro.
Importante sapere che l’assenza del DVR risulta essere grave violazione determinante la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.

Inoltre la Sentenza della Corte di Cassazione n. 5241/2012, introduce un nuovo elemento, per quanto attiene la relazione che deriva dal rapporto di lavoro a tempo determinato e la valutazione dei rischi. Nella sostanza, la sentenza accoglie l’istanza del lavoratore con contratto a termine e rende nulla la clausola di apposizione. Questo significa che “la clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro”, da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 19/09/1984, n. 626 (oggi è il D.Lgs. 81/2008), è nulla per contrarietà alla norma imperativa e il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato (art. 3, comma 1, D.Lgs. 368/2001.

Lo Studio autorizza, pertanto, l’organismo DLGS81 AMBIENTE E SICUREZZA a prendere contatto direttamente con le aziende interessate per una prima consulenza gratuita, al fine di ottemperare alle leggi vigenti. Cordialmente.

D.P.R. 462/2001

Il DPR 462/01, entrato in vigore il 23 gennaio 2002 semplifica il procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. Inoltre, secondo il DPR 462/01 il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere e far effettuare le verifiche periodiche dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, dell’impianto di messa a terra e degli impianti elettrici collocati nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione.

Differenze tra prima e adesso

prima dell’entrata in vigore del DPR 462/01 il datore di lavoro aveva soltanto l’obbligo di denunciare l’impianto all’ISPESL, di richiedere l’omologazione dell’impianto e la verifica periodica all’ASL/ARPA. Nessuna responsabilità poteva essere imputata al datore di lavoro nel caso di non ottemperanza da parte dell’Ente.
in seguito all’entrata in vigore del DPR 462/01 il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere e di far eseguire la verifica periodica ogni 2/5 anni ad un organismo abilitato o comunque da un soggetto riconosciuto e autorizzato dal ministero. In caso di mancata verifica degli impianti il datore di lavoro è totalmente responsabile anche in sede penale delle omesse verifiche.

Soggetti interessati
I Datori di Lavoro, con almeno un lavoratore subordinato alle dipendenze, hanno l’obbligo di fare eseguire la verifica periodica dell’impianto elettrico di messa a terra e/o dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche e/o dell’impianto elettrico in luoghi con pericolo di esplosione.

Periodicità delle verifiche di legge
Il datore di lavoro ha l’obbligo di far eseguire la verifica periodica dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti elettrici di messa a terra e degli impianti elettrici collocati nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione ogni:

2 anni nei locali ad uso medico (ospedali, ambulatori, studi medici, case di cura, centri estetici ecc.); nei cantieri, nei luoghi a maggior rischio in caso d’incendio (luoghi pubblici, attività soggette a Certificato Prevenzione Incendi, edifici con strutture in legno); nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione.
5 anni in tutti gli altri casi

Cosa deve fare in pratica il datore di lavoro?
È obbligato a denunciare l’impianto di messa a terra, l’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche e l’intero impianto elettrico nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione inviando copia della dichiarazione di conformità (rilasciata dall’installatore) all’ISPSEL e all’ASL/ARPA competenti per territorio;
È obbligato ad effettuare una regolare manutenzione degli impianti;
È obbligato a richiedere e fare effettuare, ad Organismi abilitati, le verifiche periodiche degli impianti secondo la periodicità stabilita dal DPR 462/01.

Responsabilità
Le conseguenze a cui può andare incontro il datore di lavoro in caso di mancata verifica sono:

responsabilità civili e penali se avviene un infortunio sull’impianto, in seguito alla mancata verifica;
sanzioni penali, in caso di controllo da parte delle autorità di pubblica vigilanza (ISPESL, NAS, Ispettorato Del Lavoro).

Sanzioni previste per l’inadempienza
Considerato che l’obbligo di richiedere e far eseguire le verifiche periodiche di legge è a carico del datore di lavoro, la mancata effettuazione delle verifiche di legge è una inosservanza che viene contestata al datore di lavoro da parte dell’ISPESL, dai NAS e/o dall’ispettorato del lavoro in fase di vigilanza.

In occasione di controllo, il datore di lavoro deve dimostrare la regolare verifica degli impianti ai suddetti organi di vigilanza, esibendo il verbale di verifica rilasciato dall’Organismo di Ispezione abilitato alle verifiche periodiche e straordinarie ai sensi del DPR 462/01.

Le sanzioni previste in caso di mancata ottemperanza agli obblighi di legge previsti dal DPR 462/01 sono:

reclusione sino a tre mesi o ammenda da € 258,32 a € 1.032,91, in caso di applicabilità dell’art.9 comma 2 del DPR 462/01;
reclusione da tre a sei mesi o ammenda da € 1.549,37 a € 4.131,66, in caso di applicabilità degli artt. 32 e 35 del D.Lgs 626/94.
In ogni caso tali sanzioni, essendo di carattere penale, si applicano a tutte le persone dell’azienda responsabili penalmente (per es. tutti i soci delle s.n.c., tutti i soci accomandatari delle s.a.s. e agli amministratori delle s.r.l.).

Verif. Sollevamento

Verifiche periodiche apparecchi di sollevamento e recipienti a pressione
Dal 23/05/2012, si avvia il nuovo regime per le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro in All. VII “Gruppi SC, SP e GVR”, cioè dei mezzi di sollevamento persone e materiali non azionati a mano ed elementi a pressione (caldaie, generatori, etc.).

Obblighi del datore di lavoro
Il Datore di Lavoro è responsabile della salute e sicurezza dei lavoratori ed in particolare della corretta installazione, uso e manutenzione delle attrezzature di lavoro e del mantenimento delle condizioni di sicurezza.

Al fine di accertare le condizioni generali e specifiche delle attrezzature di lavoro il Datore di Lavoro DEVE effettuare le “Verifiche Periodiche“, con periodicità stabilita dall’All. VII del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. tramite soggetto abilitato.
I Soggetti preposti a tali controlli sono INAIL e ASL/ARPA (Soggetti Titolari di Funzione). Il Datore di Lavoro deve rivolgersi a loro, ma nel caso in cui questi soggetti non intervengano, DEVE rivolgersi ad altro soggetto abilitato.
Il Proprietario/Datore di Lavoro è RESPONSABILE della mancata verifica; la sola richiesta non è sufficiente e quindi la mancata risposta/intervento dei Soggetti Titolari, entro i termini stabiliti per legge, non ne giustifica l’assenza.
La mancata esecuzione della Verifica Periodica si configura quindi come inadempimento legislativo e la responsabilità ricade sul Datore di Lavoro con le conseguenti sanzioni amministrative e penali.

Soggetti Abilitati
Le verifiche periodiche previste dall’art.71, comma 11 ed All.VII del D.Lgs.81/08 e s.m.i, possono essere effettuate, oltre che dai Soggetti Titolari di Funzione (INAIL, ASL ed ARPA) anche dagli ORGANISMI ABILITATI dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. NORMATEMPO S.r.l. ha ottenuto l’autorizzazione ad effettuare le Verifiche Periodiche quale Soggetto Abilitato.
Quando fare le Verifiche e con che periodicità
Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di sottoporre le attrezzature elencate nell’All.VII del D.Lgs 81/08 e s.m.i. a verifiche periodiche, con la cadenza indicata, per garantire la sicurezza dei lavoratori (D.Lgs 81/08, art.71, comma 11).

Con il Decreto Ministeriale 11 Aprile 2011, dal 23 Maggio 2012 entrano in vigore, per il Datore di Lavoro, nuove modalità per la richiesta delle verifiche periodiche ai Soggetti Titolari (INAIL per la prima, Asl /Arpa per le successive).
Un’attrezzatura di lavoro, messa in servizio successivamente al 23 Maggio 2012, deve essere denunciata immediatamente all’INAIL (ex Ispesl) territorialmente competente, che assegna un numero di matricola identificativo e lo comunica al Datore di Lavoro.

Successivamente, il Datore di Lavoro, deve fare richiesta al Soggetto Titolare, entro i termini previsti, per sottoporre l’attrezzatura alle verifiche periodiche, classificate come:

Prima verifica, eseguita dall’INAIL (ex Ispesl) territorialmente competente e deve essere effettuata entro 60 giorni dalla richiesta.
Verifiche successive alla prima, eseguite dalle Asl/Arpa e devono essere effettuate entro 30 giorni dalla richiesta.
In entrambi i casi il Datore di Lavoro indica già al momento della richiesta, il Soggetto abilitato al quale si rivolgerà nel caso in cui, trascorsi 60/30 gg, la Verifica periodica non sia stata effettuata.
Il Soggetto abilitato interviene ed esegue la Verifica.

Mancato adempimento e sanzioni
L’obbligo di richiedere e far eseguire le verifiche periodiche è a carico del Datore di Lavoro, che deve mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature idonee, ai fini della salute e sicurezza ed adeguate al lavoro da svolgere, che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni di legge.

La mancata esecuzione dei controlli è punita con la pena alternativa all’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro (art.87, comma 2, lettera c) del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) per ogni mancato adempimento.
Per mancata richiesta di verifica periodica è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro (articolo 87, comma 4, lettera b) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) per ogni mancato adempimento.

Sicurezza sul lavoro

D.V.R. dgls 81/08

Adeguamento Testo unico sulla sicurezza 81/2008

“Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro, è segno di civiltà “ Dal discorso del Presidente della Repubblica Mattarella del 14/10/18, il nostro impegno nel supportare i nostri clienti in tutte le attività burocratiche e normative imposte dal D.lgs81/08.

Dal 1 Luglio 2013 chiunque possieda un’attività con soci lavoratori o dipendenti subordinati è obbligato a predisporre la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro. Sarà quindi necessario, per la predisposizione dello stesso, rivolgersi ad aziende di consulenza apposite che redigeranno il documento tramite un’analisi e una valutazione tecnica del luogo di lavoro. Sono comprese tutte le aziende che abbiano meno di 10 lavoratori (compresi titolari e soci).

Ogni azienda, per ottemperare a tutte le leggi in materia di salute e sicurezza sul lavoro dovrà:

• elaborare il DVR (Documento Valutazione dei rischi), dopo aver effettuato la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro,
• effettuare la formazione obbligatoria: addetti al primo soccorso, addetti antincendio, RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), RSPP (Responsabile Sicurezza Protezione Prevenzione) e Formazione Base Lavoratori.

Il documento di Valutazione dei Rischi è una relazione obbligatoria che dev’essere presente all’interno del luogo di lavoro e dev’essere disponibile per ogni eventuale esame da parte degli organi di controllo. Tale documento avrà lo scopo di individuare tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro andando a pianificare le misure di prevenzione e protezione necessarie per evitare danni alla salute, infortuni o malattie professionali.

In questi termini, predispone e suggerisce le misure adeguate a prevenirli e controllarli attraverso ad esempio la manutenzione periodica degli impianti, delle attrezzature e la predisposizione di un programma d’intervento allo scopo di ridurre nel tempo tali rischi e aumentare i livelli di sicurezza. Dopo aver valutato e analizzato i rischi, il DVR avrà il compito di segnalare, oltre ai dispositivi di protezione individuali (caschi, scarpe etc…) specifici per ogni mansione, anche le modalità necessarie per formare ed addestrare il lavoratore.

La presenza in azienda del DVR però non esclude possibili sanzioni da parte degli organi ispettivi competenti. La Cassazione ha infatti sentenziato che il documento della valutazione dei rischi che risulti non idoneo o non aggiornato comporta le stesse sanzioni penali e amministrative previste per la mancata predisposizione del documento stesso.

SANZIONI E LEGGI
La mancata valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) comporta una sanzione molto alta:

da tre a sei mesi di reclusione
ammenda da 2,500 a 6,400 euro.
Importante sapere che l’assenza del DVR risulta essere grave violazione determinante la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.

Inoltre la Sentenza della Corte di Cassazione n. 5241/2012, introduce un nuovo elemento, per quanto attiene la relazione che deriva dal rapporto di lavoro a tempo determinato e la valutazione dei rischi. Nella sostanza, la sentenza accoglie l’istanza del lavoratore con contratto a termine e rende nulla la clausola di apposizione. Questo significa che “la clausola di apposizione del termine al contratto di lavoro”, da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 19/09/1984, n. 626 (oggi è il D.Lgs. 81/2008), è nulla per contrarietà alla norma imperativa e il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato (art. 3, comma 1, D.Lgs. 368/2001.

Lo Studio autorizza, pertanto, l’organismo DLGS81 AMBIENTE E SICUREZZA a prendere contatto direttamente con le aziende interessate per una prima consulenza gratuita, al fine di ottemperare alle leggi vigenti. Cordialmente.

D.P.R. 462/2001

Il DPR 462/01, entrato in vigore il 23 gennaio 2002 semplifica il procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. Inoltre, secondo il DPR 462/01 il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere e far effettuare le verifiche periodiche dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, dell’impianto di messa a terra e degli impianti elettrici collocati nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione.

Differenze tra prima e adesso

prima dell’entrata in vigore del DPR 462/01 il datore di lavoro aveva soltanto l’obbligo di denunciare l’impianto all’ISPESL, di richiedere l’omologazione dell’impianto e la verifica periodica all’ASL/ARPA. Nessuna responsabilità poteva essere imputata al datore di lavoro nel caso di non ottemperanza da parte dell’Ente.
in seguito all’entrata in vigore del DPR 462/01 il datore di lavoro ha l’obbligo di richiedere e di far eseguire la verifica periodica ogni 2/5 anni ad un organismo abilitato o comunque da un soggetto riconosciuto e autorizzato dal ministero. In caso di mancata verifica degli impianti il datore di lavoro è totalmente responsabile anche in sede penale delle omesse verifiche.

Soggetti interessati
I Datori di Lavoro, con almeno un lavoratore subordinato alle dipendenze, hanno l’obbligo di fare eseguire la verifica periodica dell’impianto elettrico di messa a terra e/o dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche e/o dell’impianto elettrico in luoghi con pericolo di esplosione.

Periodicità delle verifiche di legge
Il datore di lavoro ha l’obbligo di far eseguire la verifica periodica dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti elettrici di messa a terra e degli impianti elettrici collocati nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione ogni:

2 anni nei locali ad uso medico (ospedali, ambulatori, studi medici, case di cura, centri estetici ecc.); nei cantieri, nei luoghi a maggior rischio in caso d’incendio (luoghi pubblici, attività soggette a Certificato Prevenzione Incendi, edifici con strutture in legno); nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione.
5 anni in tutti gli altri casi

Cosa deve fare in pratica il datore di lavoro?
È obbligato a denunciare l’impianto di messa a terra, l’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche e l’intero impianto elettrico nei luoghi di lavoro con pericolo di esplosione inviando copia della dichiarazione di conformità (rilasciata dall’installatore) all’ISPSEL e all’ASL/ARPA competenti per territorio;
È obbligato ad effettuare una regolare manutenzione degli impianti;
È obbligato a richiedere e fare effettuare, ad Organismi abilitati, le verifiche periodiche degli impianti secondo la periodicità stabilita dal DPR 462/01.

Responsabilità
Le conseguenze a cui può andare incontro il datore di lavoro in caso di mancata verifica sono:

responsabilità civili e penali se avviene un infortunio sull’impianto, in seguito alla mancata verifica;
sanzioni penali, in caso di controllo da parte delle autorità di pubblica vigilanza (ISPESL, NAS, Ispettorato Del Lavoro).

Sanzioni previste per l’inadempienza
Considerato che l’obbligo di richiedere e far eseguire le verifiche periodiche di legge è a carico del datore di lavoro, la mancata effettuazione delle verifiche di legge è una inosservanza che viene contestata al datore di lavoro da parte dell’ISPESL, dai NAS e/o dall’ispettorato del lavoro in fase di vigilanza.

In occasione di controllo, il datore di lavoro deve dimostrare la regolare verifica degli impianti ai suddetti organi di vigilanza, esibendo il verbale di verifica rilasciato dall’Organismo di Ispezione abilitato alle verifiche periodiche e straordinarie ai sensi del DPR 462/01.

Le sanzioni previste in caso di mancata ottemperanza agli obblighi di legge previsti dal DPR 462/01 sono:

reclusione sino a tre mesi o ammenda da € 258,32 a € 1.032,91, in caso di applicabilità dell’art.9 comma 2 del DPR 462/01;
reclusione da tre a sei mesi o ammenda da € 1.549,37 a € 4.131,66, in caso di applicabilità degli artt. 32 e 35 del D.Lgs 626/94.
In ogni caso tali sanzioni, essendo di carattere penale, si applicano a tutte le persone dell’azienda responsabili penalmente (per es. tutti i soci delle s.n.c., tutti i soci accomandatari delle s.a.s. e agli amministratori delle s.r.l.).

Verif. Sollevamento

Verifiche periodiche apparecchi di sollevamento e recipienti a pressione
Dal 23/05/2012, si avvia il nuovo regime per le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro in All. VII “Gruppi SC, SP e GVR”, cioè dei mezzi di sollevamento persone e materiali non azionati a mano ed elementi a pressione (caldaie, generatori, etc.).

Obblighi del datore di lavoro
Il Datore di Lavoro è responsabile della salute e sicurezza dei lavoratori ed in particolare della corretta installazione, uso e manutenzione delle attrezzature di lavoro e del mantenimento delle condizioni di sicurezza.

Al fine di accertare le condizioni generali e specifiche delle attrezzature di lavoro il Datore di Lavoro DEVE effettuare le “Verifiche Periodiche“, con periodicità stabilita dall’All. VII del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. tramite soggetto abilitato.
I Soggetti preposti a tali controlli sono INAIL e ASL/ARPA (Soggetti Titolari di Funzione). Il Datore di Lavoro deve rivolgersi a loro, ma nel caso in cui questi soggetti non intervengano, DEVE rivolgersi ad altro soggetto abilitato.
Il Proprietario/Datore di Lavoro è RESPONSABILE della mancata verifica; la sola richiesta non è sufficiente e quindi la mancata risposta/intervento dei Soggetti Titolari, entro i termini stabiliti per legge, non ne giustifica l’assenza.
La mancata esecuzione della Verifica Periodica si configura quindi come inadempimento legislativo e la responsabilità ricade sul Datore di Lavoro con le conseguenti sanzioni amministrative e penali.

Soggetti Abilitati
Le verifiche periodiche previste dall’art.71, comma 11 ed All.VII del D.Lgs.81/08 e s.m.i, possono essere effettuate, oltre che dai Soggetti Titolari di Funzione (INAIL, ASL ed ARPA) anche dagli ORGANISMI ABILITATI dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. NORMATEMPO S.r.l. ha ottenuto l’autorizzazione ad effettuare le Verifiche Periodiche quale Soggetto Abilitato.
Quando fare le Verifiche e con che periodicità
Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di sottoporre le attrezzature elencate nell’All.VII del D.Lgs 81/08 e s.m.i. a verifiche periodiche, con la cadenza indicata, per garantire la sicurezza dei lavoratori (D.Lgs 81/08, art.71, comma 11).

Con il Decreto Ministeriale 11 Aprile 2011, dal 23 Maggio 2012 entrano in vigore, per il Datore di Lavoro, nuove modalità per la richiesta delle verifiche periodiche ai Soggetti Titolari (INAIL per la prima, Asl /Arpa per le successive).
Un’attrezzatura di lavoro, messa in servizio successivamente al 23 Maggio 2012, deve essere denunciata immediatamente all’INAIL (ex Ispesl) territorialmente competente, che assegna un numero di matricola identificativo e lo comunica al Datore di Lavoro.

Successivamente, il Datore di Lavoro, deve fare richiesta al Soggetto Titolare, entro i termini previsti, per sottoporre l’attrezzatura alle verifiche periodiche, classificate come:

Prima verifica, eseguita dall’INAIL (ex Ispesl) territorialmente competente e deve essere effettuata entro 60 giorni dalla richiesta.
Verifiche successive alla prima, eseguite dalle Asl/Arpa e devono essere effettuate entro 30 giorni dalla richiesta.
In entrambi i casi il Datore di Lavoro indica già al momento della richiesta, il Soggetto abilitato al quale si rivolgerà nel caso in cui, trascorsi 60/30 gg, la Verifica periodica non sia stata effettuata.
Il Soggetto abilitato interviene ed esegue la Verifica.

Mancato adempimento e sanzioni
L’obbligo di richiedere e far eseguire le verifiche periodiche è a carico del Datore di Lavoro, che deve mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature idonee, ai fini della salute e sicurezza ed adeguate al lavoro da svolgere, che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni di legge.

La mancata esecuzione dei controlli è punita con la pena alternativa all’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro (art.87, comma 2, lettera c) del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) per ogni mancato adempimento.
Per mancata richiesta di verifica periodica è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro (articolo 87, comma 4, lettera b) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) per ogni mancato adempimento.