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Un manuale si sofferma sulla salute e sicurezza nella lavorazione delle carni. Focus sui rischi nell’utilizzo delle macchine. Gli aspetti generali e la prevenzione con il tritacarne, l’insaccatrice e il trasportatore a coclea.

Vicenza, 9 Gen –  Uno dei rischi più elevati nei luoghi di lavoro è correlato all’utilizzo delle attrezzature di lavoro, specialmente quando questo avviene senza le idonee protezioni, con attrezzature obsolete, senza manutenzione e senza l’applicazione e la conoscenza di idonee buone prassi.

Ci soffermiamo oggi sui rischi e la sicurezza degli operatori impegnati nella lavorazione della carne attraverso un documento di supporto alle aziende, pubblicato sul sito dell’ Azienda ULSS 9 di Treviso, dal titolo “Salute e sicurezza nella lavorazione delle carni. Manuale per la prevenzione” a cura di Celestino Piz, Pierantonio Zanon, Roberto Bronzato, Flavio Vidale, Renzo Segato, Emanuela Bressan e Mariangela Alberti (SPISAL ULSS 6 di Vicenza) e Stefano Ferrarini (Servizio Igiene degli Alimenti di Origine Animale).

 

Il documento, che PuntoSicuro ha già presentato in un precedente articolo, esamina alcune seconde lavorazioni della carne e si sofferma anche sulla sicurezza di varie macchine in uso nel comparto: insaccatrice, tritacarne, trasportatore a coclea, mescolatore, sega ossi, affettatrice, confezionatrice, disossatrice, legatrice del gambo del prosciutto, coltello pelatore – scotennatrice.

 

Si riportano innanzitutto i dieci aspetti da considerare per la sicurezza delle macchine, un “decalogo” con gli “aspetti da valutare per individuare i rischi di macchine, apparecchiature, attrezzature e gli esempi di soluzioni da mettere in atto:

stabilità: ancorare la macchina al pavimento in modo da evitare spostamenti e vibrazioni che possono pregiudicarne la stabilità;

organi lavoratori: devono essere presenti le protezioni (mobili interbloccate o fisse);

elementi mobili: devono essere presenti le protezioni (fisse o mobili interbloccate o sensibili);

organi di trasmissione del moto: devono essere contenuti all’interno della struttura della macchina (o comunque protetti);

dispositivi di comando: devono essere chiaramente visibili ed identificabili, di facile ed agevole azionamento, protetti contro gli azionamenti accidentali;

visibilità della zona operativa: deve essere garantita all’addetto la piena visibilità della zona operativa della macchina;

impianto elettrico di bordo macchina: Deve essere conforme alle norme CEI EN 60204-1 (ad esempio, nel caso di interruzione dell’energia elettrica, la macchina non deve ripartire autonomamente al ripristino della tensione);

proiezione di materiali: devono essere presenti schermi in grado di resistere all’eventuale proiezione di materiali che può derivare dalle diverse lavorazioni;

presenza di elementi pericolosi (ad es. perché caldi): adozione di guanti resistenti alle alte temperature; presenza di specifica segnaletica di pericolo;

addestramento: gli operatori sono formati (ad es. anche con apposita Istruzione Operativa -I.O. presente in prossimità della macchina)”.

 

Il documento riporta per le varie macchine in uso nel comparto delle schede con i principali “aspetti da valutare” e le relative “azioni correttive”, ricordando che oltre a garantire la sicurezza delle macchine, il datore di lavoro deve:

– “informare, formare e addestrare il personale che le utilizza;

– fornire le istruzioni operative (redatte secondo il manuale di istruzioni all’uso e di manutenzione);

– vigilare sull’osservanza delle indicazioni fornite”.

Si forniscono anche le norme tecniche per le distanze di sicurezza (che servono ad impedire il raggiungimento con gli arti superiori e inferiori le zone pericolose) e si segnala che il pericolo elettrico non è trattato per ciascuna macchina ma in una scheda finale.

 

Ci soffermiamo brevemente su alcune delle indicazioni riportate per l’insaccatrice:

– pericolo di schiacciamento con gli elementi in movimento posti all’interno della tramoggia di carico: a) “Pedana con interblocco, che avverta la presenza dell’addetto sulla pedana”; b) “comando ad azione mantenuta”; c) “Idonei spintori”;

– il lavoro sulla piattaforma sopraelevata è sicuro contro il rischio di caduta dall’alto e di scivolamento: a) Idonei parapetti; b) piattaforma e scaletta con superficie antiscivolo;

– pericolo di schiacciamento con gli elementi in movimento del braccio di sollevamento del contenitore di carne: “comando ad azione mantenuta. Il comando deve essere collocato al di fuori della zona in cui opera il braccio”;

– pericolo di cesoiamento con gli elementi in movimento raggiungibili all’imboccatura di uscita dell’impasto: a) “Riparo fisso: allungamento dell’imboccatura di uscita dell’impasto”; b) “Comando ad azione mantenuta. Il comando deve essere collocato al di fuori della zona in cui opera il braccio”.

 

Questa, invece, una delle indicazioni fornita per il tritacarne:

– dimensioni della zona di imbocco: “Le dimensioni di sicurezza del diametro di apertura s e dell’altezza dell’imbocco t che devono essere rispettate contemporaneamente, sono: s minore di 56 mm e t maggiore di 110 mm. Qualora una delle dimensioni non rispettasse le misure di s o t occorre installare all’imboccatura un Riparo fisso delle dimensioni e nel modo riportato nella Norma UNI EN 12331/10 (tritacarne)”.

 

Riportiamo infine alcune indicazioni per il trasportatore a coclea:

– pericolo di schiacciamento nella zona di carico della coclea: a) “Ripari fissi: griglie”; b) “Idonei spintori”;

– elementi in movimento nella parte orizzontale della coclea: “Riparo mobile interbloccato (coperchio di chiusura incernierato dotato di microinterruttore che arresta il moto della coclea all’atto dell’apertura del coperchio);

– pericolo di schiacciamento nella zona di scarico della coclea: Ripari fissi (griglie)”.

Nel documento, che vi invitiamo a leggere integralmente, per ogni indicazione sono forniti anche i vari riferimenti normativi.

 

Concludiamo segnalando che in molte schede sono riportate alcune ulteriori indicazioni per i lavoratori:

– “prima di effettuare qualsiasi operazione di pulizia o manutenzione, disattivare l’interruttore principale e disinserire la spina della corrente;

– non togliere mai alcun dispositivo di sicurezza presente sulla macchina;

– seguire le ‘Istruzioni operative’ del libretto d’uso e manutenzione”.

 

 

Salute e sicurezza nella lavorazione delle carni. Manuale per la prevenzione”, un documento di supporto alle aziende a cura di Celestino Piz, Pierantonio Zanon, Roberto Bronzato, Flavio Vidale, Renzo Segato, Emanuela Bressan e Mariangela Alberti (SPISAL ULSS 6 di Vicenza) e Stefano Ferrarini (Servizio Igiene degli Alimenti di Origine Animale), documento pubblicato dallo SPISAL ULSS 9 Treviso, edizione giugno 2014 (formato PDF, 1.03 MB).

 

RTM

FONTE: Sull’estinzione degli illeciti secondo il D. Lgs. 758/1994

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