IL REINSERIMENTO LAVORATIVO DEGLI INFORTUNATI SUL LAVORO

In tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, è bene spostare per un attimo l’attenzione su un argomento che non è ancora sufficientemente trattato, laddove la maggiore attenzione degli addetti ai lavori, viene principalmente focalizzata sull’infortunio stesso, sulle cause e l’eventuale mancata prevenzione e/o formazione: il reinserimento del lavoratore infortunato nel mondo del lavoro.
Trattandosi soprattutto di una questione di welfare, oltre che di un segno di civiltà e di rispetto della dignità della persona colpita da un grave evento, nasce l’esigenza di fare rete per diffondere tra le parti coinvolte, l’opportunità di attuare un progetto di ricollocamento del lavoratore disabile. A tal proposito, si sottolinea il ruolo fondamentale dell’Inail, che attraverso la L.190/2014 finanzia a fondo perduto fino ad un totale massimo di 150.000 euro a progetto, destinati ai datori di lavoro del settore pubblico e privato, per provvedere ad tutti quegli interventi di adeguamento o di adattamento delle postazioni di lavoro, o per promuovere programmi di formazione per la riqualificazione professionale, finalizzati a rendere più facile il rientro nel mondo del lavoro di una risorsa coinvolta in un infortunio.
Purtroppo come riportano i dati citati in un recente convegno svoltosi a Milano, in tema di sostegno alle imprese per il reinserimento lavorativo degli infortunati sul lavoro, sono risorse ancora non sufficientemente sfruttate, e per le quale sono necessarie le opportune attività e iniziative di divulgazione e comunicazione per evitare che tali fondi, – oltre 22 milioni di euro – qualora non debitamente utilizzati o destinati, possano essere in futuro ridotti o destinati ad altre progettualità.

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