RISCHI CORRELATI ALLE ATTIVITÀ DI SALDATURA

Il numero degli occupati in Italia che sono adibiti a mansioni di saldatura, arriva a circa 1 milione. Un numero consistente di lavoratori che sono costantemente esposti a fonti di calore, elettricità e radiazioni UV che hanno conseguenze gravi per la salute e provocano effetti cronici, in particolare per quanto riguarda l’insorgere di malattie legate all’apparato respiratorio.

Sebbene molte componenti pericolose siano state eliminate o ridotte con le nuove tecniche di saldatura, esse sono ancora minimamente applicate e non vi sono ad oggi studi specifici sui lavoratori esposti. E’ un dato di fatto però che i fattori di rischio sono ancora oggi molto elevati, e oltre alle patologie che possono insorgere dall’esposizione prolungata a fumi, polveri, gas e schegge che vengono liberati durante le operazioni di saldatura, vi è da tenere in considerazione anche l’alta percentuale di pericolo correlata al rischio di lesioni corneali, specie in caso di insufficienti protezioni per gli occhi (casco o schermo), e di infiammazioni congiuntivali o corneali derivanti da irradiazioni ultraviolette, che possono influire all’insorgere della cosiddetta “cataratta dei vetrai”. Da non sottovalutare infine, l’elevato rischio incendio ed esplosione, e le patologie correlate al rumore e all’utilizzo di apparecchi vibranti per la pulizia e rettificazione dei pezzi, spesso causa di alterazioni vascolari alle dita.

Alla luce di quanto sopra brevemente indicato, è bene sottolineare come anche per questo settore, sia importante una corretta diffusione della formazione e dell’informazione in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e sia necessaria la messa in pratica di azioni preventive volte a:

  • ridurre il rischio per gli operatori,
  • aumentare la percezione del rischio da parte delle aziende,
  • informare circa il corretto utilizzo dei DPI,
  • monitorare i lavoratori mediante sorveglianza sanitaria,
  • monitorare l’ambiente di lavoro attraverso indagini ambientali.

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