MANCANZA DI MISURE DI SICUREZZA E AUTOTUTELA DEL LAVORATORE

Il lavoratore che arbitrariamente ferma la prestazione lavorativa, può essere sanzionato disciplinarmente, e nei casi più gravi, anche licenziato.

Ma, il rifiuto di svolgere una mansione può anche essere giustificato al fine di tutelare la propria salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, condizione necessaria che può legittimare l’inadempienza e che resta subordinata alla conformità e alla buona fede del lavoratore all’intento di sottrarsi ai propri obblighi contrattuali. Qualora egli ritenga che non siano garantite le condizioni di sicurezza, come previsto dagli obblighi di legge, o che possa essere compromessa la propria incolumità per inadempienze da parte del datore di lavoro, può sospendere o rifiutarsi di prestare la propria attività lavorativa.

Sono numerose le sentenze di Cassazione, in cui vengono citati casi di controversie, risolte a favore di lavoratori, per la comprovata e dimostarta violazione degli obblighi di tutela della sicurezza e prevenzione garanti sul datore di lavoro, tale da rendere legittimo l’inadempimento finalizzato all’auto tutela.

L’aumento di gravi e tragici incidenti sui luoghi di lavoro, mette l’accetto sulla necessità sempre più evidente di verificare che sussistano le previste condizioni di sicurezza obbligatorie che ogni datore di lavoro è tenuto ad osservare come previsto dal D.Lgs81/08, e della relativa formazione, elementi fondamentali per garantire la tutela e l’incolumità dei lavoratori.

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